Ordo Fratrum Minorum Capuccinorum

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updated 6:48 AM UTC, Oct 22, 2021

Religionis zelus 1528

BOLLA « RELIGIONIS ZELUS » CLEMENTE VII

Viterbo, 3 luglio 1528. - Ai fratelli Ludovico e Raffaele da Fossombrone, già osservanti, sotto la protezione dei conventuali per condurre vita eremitica e osservare la Regola integralmente, viene concesso: assoluzione da ogni censura e pena ecclesiastica; portare l'abito con cappuccio quadrato; ricevere candidati; portare la barba; ritirarsi nei romitori, e mendicare ovunque; godere «aeque principaliter» dei privilegi, indulti e grazie concesse e da concedersi all'Ordine dei frati minori e agli eremiti camaldolesi. Seguono le pene contro i contravventori, le clausole derogatorie e il mandato esecutorio.

CLEMENTE VESCOVO SERVO DEI SERVI DI DIO

Ai diletti figli Ludovico e Raffaele da Fossombrone, professi dell'Ordine dei frati minori, salute e apostolica benedizione.

1. Lo zelo della religione, la bontà di vita e di costumi ed altri meriti lodevoli di onestà e di virtù, a motivo dei quali siete a noi raccomandati da persone degne di fede, ci spingono ad accondiscendere con favore, per quanto ci è possibile nel Signore, ai vostri desideri, specialmente a quelli che riguardano la salvezza delle anime e la propagazione della religione.

2. La supplica che ci avete presentato recentemente afferma che voi, in passato, mossi dal desiderio di servire l'Altissimo, entraste nell'Ordine dei frati minori detti dell'Osservanza, nel quale, emessa la professione, siete vissuti per qualche tempo; ottenuta poi la licenza del vostro superiore di quel tempo, conforme alle lettere apostoliche relative all'unione e alla concordia tra detti frati e quelli chiamati conventuali, vi siete uniti a questi, accolti benevolmente dal loro maestro provinciale delle Marche, aggregandovi ai frati e alla circoscrizione di quella provincia. Successivamente, poiché per la salute delle vostre anime e la gloria di Dio desideravate condurre una vita eremitica e osservare la Regola del beato Francesco, per quanto lo consente l'umana fragilità, il predetto maestro provinciale vi diede licenza di accedere alla curia romana per impetrare da noi e dalla Sede Apostolica quanto vi sembrava opportuno chiedere e ottenere a salvezza dell'anima vostra e a gloria di Dio.

3. Anche il nostro diletto figlio Andrea, cardinale dell'Ordine dei presbiteri e del titolo di santa Prisca, protettore del predetto Ordine, vi autorizzò a presentare detta supplica, in modo tale però, che uno del vostro gruppo debba presentarsi ogni anno, in segno di sottomissione a nome di voi tutti, al maestro provinciale o, al capitolo della provincia dei frati conventuali in cui abiterete; inoltre, che detto maestro provinciale possa visitarvi, se lo riterrà opportuno, una volta l'anno e non di più, e, qualora riscontrasse che non osservate la Regola predetta, ammonirvi perché la osserviate in modo più perfetto, costringendovi nei debiti modi; oltre a questo, però, egli non possa trasferirvi da luogo a luogo, né ingiungervi o esigere alcunché, ma piuttosto sia tenuto a proteggervi e difendere, affinché possiate servire in pace l'Altissimo nelle cose divine, come si afferma sia contenuto molto chiaramente sopra questa materia nelle lettere patenti dello stesso cardinale protettore e del maestro provinciale.

4. Perciò ci venne rivolta umilmente la supplica da parte vostra, che ci degnamo concedervi, per benignità apostolica di condurre questo tipo di vita eremitica, e provvediamo in modo opportuno alle altre cose sopra premesse.

5. Noi dunque, desiderando la salvezza delle anime, assolviamo ognuno di voi e riteniamo assolto, qualora ne fosse in qualche modo colpito, da qualsiasi censura, pena e altre sentenze ecclesiastiche di scomunica, sospensione e interdetto, sia a iure , sia ab homine , esclusivamente in ordine all'effetto delle presenti lettere; ritenendo poi sufficientemente esplicite sia le predette lettere, sia il loro contenuto, vi concediamo per autorità apostolica, a tenore delle presenti, di condurre vita eremitica secondo la Regola predetta;e di portare l'abito col cappuccio quadrato; di ricevere nella vostra comunità chiunque, sia chierico secolare o sacerdote, sia laico;di portare la barba, tanto loro quanto voi; di ritirarvi in qualsiasi romitorio o luogo, previo consenso dei signori di tali luoghi, e in essi dimorare, condurre vita austera ed eremitica e mendicare ovunque;e vi concediamo una licenza e facoltà piena e libera di usare, possedere e godere aeque principaliter , liberamente e lecitamente, tutti e singoli i privilegi, gli indulti e le grazie, concessi fino ad oggi o elargiti in futuro, sia in genere che in specie, all'Ordine dei frati minori e all'eremo dei camaldolesi del beato Romualdo e ai suoi eremiti, nello stesso modo in cui li usano, li posseggono e ne godono loro o ne godranno in futuro.

6. Ordiniamo inoltre, con questi scritti apostolici, a tutti e singoli gli arcivescovi, vescovi, abbati e a tutti i dignitari ecclesiastici, ai canonici delle chiese metropolitane o di altre chiese cattedrali, ai vicari generali dei predetti arcivescovi vescovi e abbati, di prestarvi personalmente o per mezzo di altri un'efficace difesa, e di mettervi in grado, tutti e ciascuno, di usufruire e godere in pace di tutte e singole le facoltà premesse, e di non permettere che alcuno di voi venga molestato, impedito, ovvero inquietato contravvenendo alle presenti lettere. Perseguano anzi, a loro discrezione, qualunque contravventore o ribelle mediante censure e pene o altri provvedimenti legali, senza concessione di appello, e ricorrendo, se necessario, al braccio secolare.

7. Non contrastano né la costituzione apostolica di Bonifacio VIII, nostro predecessore, emanata in una dieta e, nel concilio generale, in due diete, né altre costituzioni o disposizioni pontificie; né gli statuti o consuetudini di detto Ordine, anche se confermati con giuramento o approvati dalla Sede Apostolica o rafforzati con altri vincoli; neppure privilegi, indulti o lettere apostoliche concesse da qualsiasi romano pontefice nostro predecessore o anche da noi stessi o dalla Sede Apostolica, sia con vigore di legge generale o di statuto perpetuo, sia motu proprio, per scienza certa, con la pienezza della nostra potestà; con qualsiasi genere di clausole: invalidanti, abrogatorie, annullative, revocative, preservative, limitative, ripristinatrici, dichiarative, attestatrici, derogative di deroghe, prevalenti fra tutte, efficacissime ed insolite, concesse, confermate e rinnovate piú volte in qualunque modo in concistoro. A tutte, per questa volta soltanto, rimanendo esse per il resto nel loro vigore, nonostante qualunque cosa in contrario, deroghiamo espressamente e in modo speciale, anche nei casi in cui, per ottenere una deroga efficace, è necessaria una menzione speciale di esse e di tutto il loro contenuto, parola per parola, e non siano sufficienti clausole generali anche se equivalenti, ma si debba fare espressa menzione oppure osservare una determinata forma apposita e si affermi espressamente che ad esse non si può assolutamente derogare; ritenendo, con le presenti lettere, espresso sufficientemente il loro contenuto, come riprodotto parola per parola, e osservate le modalità e forme stabilite specificamente in materia.

8. A nessuno perciò sia lecito, fra gli uomini, infrangere questa pagina della nostra assoluzione, concessione, disposizione e deroga, o, con ardire temerario, andarle contro.
Se qualcuno presumerà di attentare ciò, sappia che incorrerà nella indignazione di Dio onnipotente e dei beati apostoli Pietro e Paolo.

Data a Viterbo, l'anno 1528 dell'Incarnazione del Signore, 3 luglio, anno quinto del nostro pontificato.

Fonte – www.fraticappuccini.it

 


bulla religionis zelus

 Versione originale in latino - Collectanea franciscana, Annus 48, 1978, p. 243 – 248

BULLA “RELIGIONIS ZELUS”  

(Textus emendatus)

Reformatio seu congregatio capuccina, Catharina Cybo ducissa Camerinensi intercedente, a Clemente Pp. VII approbata est brevi Exponi nobis dato Viterbii die 3 iulii anni 1528, et eadem datatione sub plumbo expedito, i. e. in forma bullae incipientis verbis Religionis zelus. Huius redactio in pluribus mutata est, brevis substantia eadem permanente. Praeter originale bullae fratri Ludovico de Fossombrone traditum, bina transumpta authentica facta sunt: unum pro Raphaele, Ludovici germano fratre, alterum pro Catharina Cybo. Ex quibus exemplaribus tamen hodie nullum superest. Immo, in archivo vaticano scriptio, quam “minuta” aiunt, tantummodo brevis servatur.

Anconae die 10 iulii anni 1579 chronographus Marius de Mercato Saraceno bina transumpta authentica trium primorum documentorum S. Sedis nascentem reformationem respicientium per Vincentium Pavesium, publicum notarium apostolicum, conficienda curavit, scil. brevis Ex parte vestra a S. Paenitentiaria die 18 maii anni 1526 fratribus Ludovico et Raphaeli de Fossombrone necnon Matthaeo de Bascio dati, bullae Religionis zelus, et brevis pariter Ex parte vestra die 11 septembris anni 1528 ab eadem Paenitentiaria concessi quinque sodalibus Observantibus Marchiae statim congregationi capuccinae aggregatis. Haec tria transumpta, conglutinata, duos rotulos membranaceos efformant, quibus est mensura 120 centimetrorum per 45,5: unus in archivo generali Ordinis asservatur; alter in archivo provinciali provinciae Picenae in urbe Ancona.

Ad transumptum bullae quod attinet, illud ex originali, quod in urbe Fossombrone - ut fertur - adhuc saeculo XVII custodiebatur, confectum est. Ex exemplari archivi generalis Zacharias Boverius in suis Annalibus Capuccinorum (I, Lugduni 1632, 94-96) textum bullae publici iuris fecit, non tamen fideliter exscriptum, cum, praeter variantes minoris seu minimi momenti, nonnullae omissiones in eodem deprehendantur. Textum a Boverio excerpserunt tum Lucas Wadding (Annales Minorum XVI, Ad Claras Aquas 3 1933, 296-298 vel 257s) tum editor Bullarii Capuccini (I, Romae 1740, 3s), apud quos eaedem omissiones inveniuntur praeter alias variationes cuiusque proprias. Ex eodem transumpto authentico Laertius Chembini textum satis fideliter edidit in suo Magno Bullario Romano (I, Lugduni 1673, 672s), quem editores Bullarii Romani (ed. Taurinensis, VI, Augustae Taurinorum 1860, 113-115) resumpserunt.

Fatendum tamen est quod transumpti anconitani bina exemplaria (licet, teste praedicto notario fideliter ex authentico originali exscripta et “de verbo ad verbum”  auscultata et cum eodem collata) erroribus exscriptionis minime careant, qui nullo modo emendati sunt; immo, quia eadem scribae menda in illis exemplaribus deprehenduntur, suspicari licet unum ab alio pendere, minime utrumque ex originali exscritum fuisse.

Quia studiosi viri, de re nostra agentes, textu vel a Boverio vel a Wadding vel a Bullariis Capuccino et Romano oblato suo quisque comodo uti solent, textum emendatum transumptorum autheticorum, ab evidentioribus mendis purgatum, offerimus. Cum autem illa transumpta momento palaeographico seu diplomatico careant, in hoc nostro textu modernam orthographiam adhibemus. Claritatis lectionis causa, paragraphos iam a Boverio et a praedictis Bullariis numeratas et nos servamus. Errores et variationes sive transumptorum sive textuum editorum ad calcem adnotamus, his siglis utentes: Tr A et R (exemplaria transumptorum Anconae et Romae servatorum),  B (Boverius), W (Wadding), BC (Bullarium Ccapuccinum), BR (Bullarium Romanum, ed. Taurinensis).

En igitur textus emendatus:

CLEMENS EPISCOPUS

SERVUS SERVORUM DEI

dilectis filiis Ludovico et Raphaeli de Foro Sempronii1

Ordinis fratrum Minorum professoribus, salutem et apostolicam

benedictionem.

 

Religionis zelus, vitae ac morum honestas aliaque laudabilia probitatis et2 virtutum merita, super quibus apud nos fide digno commendamini testimonio, nos inducunt ut votis vestris3, praesertim quae animarum salutem et religionis propagationem respiciunt, quantum cum Deo possumus favorabiliter4 annuamus.

 

[1] Sane pro parte vestra nobis nuper exhibita petitio continebat quod vos, olim fervore serviendi5 Altissimo ducti, Ordinem fratrum Minorum de Observantia nuncupatorum ingressi, in eo, professionem emissi6, per certum tempus permansistis, et deinde de licentia vestri7 tunc superioris, iuxta formam litterarum apostolicarum super unione et concordia inter praedictos et Conventuales nuncupatos fratres dicti Ordinis edita confectarum, ad ipsorum fratrum Conventualium consortium vos transtulistis, et a tunc magistro provinciali provinciae Marchiae dictorum fratrum Conventualium benigne recepti, ac aliorum fratrum Conventualium eiusdem provinciae numero et consortio aggregati fuistis; et deinde, vobis desiderantibus, pro animarum vestrarum salute ac Dei gloria, eremiticam vitam ducere, et, quantum8 humana patitur fragilitas, Regulam beati Francisci observare, dictus magister provincialis licentiam ad Romanam Curiam  accedendi, et a nobis ac Sede Apostolica quaecumque ad animarμm vestrarum salutem ac9 Dei gloriam opportuna vobis viderentur petendi et impetrandi, concessit.

[2] Ac10 etiam dilectus filius noster Andreas, tituli Sanctae Priscae presbyter cardinalis, dicti Ordinis protector, vobis ut similem impetrationem faceretis11 indulsit12, ita tamen quod unus ex consortio vestro, omnium vestrorum nomine, magistro provinciali seu capitulo provinciae dictorum fratrum Conventualium, in qua habitaretis, singulis annis se praesentare in signum subiectionis teneretur, et ipse magister, si sibi videretur, semel in anno, et non ultra, vos visitare, et, si inveniret13 vos Regulam praedictam14 non observare, ad eam plenius observandam vos admonere ac debitis modis compellere posset; praeter haec autem, nec vos de loco ad locum transferre nec aliquid aliud vobis iniungere aut a vobis exigere valeret, sed potius vos tueri et defendere teneretur, ut in pace possetis Altissimo in divinis famulari15, prout in litteris patentibus eorundem cardinalis protectoris et magistri provincialis desuper confectis plenius dicitur contineri.

[3] Quare, pro parte vestra, nobis fuit humiliter supplicatum ut vobis vitam eremiticam huiusmodi16 ducendi facultatem concedere aliasque in praemissis opportune providere17 de benignitate apostolica dignaremur.

[4] Nos igitur, qui salutem cupimus animarum, vestrum quemlibet a quibusvis excommunicationis, suspensionis et interdicti aliisque ecclesiasticis sententiis, censuris et poenis, a iure vel ab homine quavis occasione vel causa latis, si quibus quomodolibet innodatus exsistit18, ad effectum praesentium dumtaxat consequendum, harum serie absolventes et absolutum fore censentes19, ac litteras praedictas et in eis contenta quaecumque praesentibus pro sufficienter expressis habentes20, huiusmodi supplicationibus inclinati, auctoritate apostolica, tenore praesentium, vobis ut secundum Regulam praedictam vitam eremiticam ducere,

[5] et habitum cum caputio quadrato gestare,

[6] necnon omnes, tam clericos saeculares et presbyteros quam laicos, ad vestrum consortmm recipere,

[7] ac tam illi quam vos barbam deferre,

[8] et ad eremitoria seu loca quaecumque, cum consensu dominorum eorundem locorum, vos conferre, et in eis21 habitare vitamque austeram et eremiticam inibi agere, et in quibuscumque locis mendicare,

[9] necnon omnibus et singulis privilegiis, indultis et gratiis Ordini22 fratrum Minorum huiusmodi ac eremo camaldulensi beati Romualdi illiusque eremitis in genere vel in specie hactenus concessis et in posterum concedendis, et quibus ipsi quomodolibet utuntur, potiuntur23 et gaudent, ac uti, potiri et gaudere poterunt in futurum, vos quoque aeque principaliter, sicut ipsi, uti, potiri et gaudere libere et licite valeatis, plenam et liberam licentiam ac24 facultatem concedimus.

[10] Et nihilominus universis et singulis archiepiscopis, episcopis et abbatibus aliisque in dignitate ecclesiastica constitutis personis, necnon canonicis metropolitanarum vel aliarum cathedralium ecclesiarum ipsorumque archiepiscoporum, episcoporum et abbatum vicariis in spiritualibus generalibus25 per apostolica scripta mandamus quatenus eorum quilibet, per se vel alium seu alios26, vobis et vestrum cuilibet, in praemissis efficacis27 defensionis praesidio assistat, et faciat vos et vestrum quemlibet praemissis28 omnibus et singulis pacifice frui et gaudere, nec permittat vestrum quemlibet29 contra tenorem praesentium modo aliquo molestari, impediri, aut inquietari. Contradictores quoslibet et rebelles, etiam per quascumque, de quibus sibi placuerit, censuras et poenas et alia iuris30 remedia, appellatione postposita, compescendo, invocato etiam31 ad hoc, si opus fuerit, auxilio brachii saecularis.

[11] Non obstantibus felicis recordationis Bonifatii Pp. VIII, praedecessoris nostri, etiam de una et in32 Concilio33 generali de duabus dietis edita, ac aliis constitutionibus et ordinationibus apostolicis necnon dicti Ordinis statutis et consuetudinibus etiam iuramento, confirmatione apostolica vel quavis firmitate alia roboratis, privilegiis quoque, indultis ac litteris apostolicis per quoscumque Romanos Pontifices praedecessores nostros ac nos et Sedem praedictam, etiam per vim35 generalis legis et36 statuti perpetui, ac motu proprio et ex certa scientia ac de apostolicae potestatis plenitudine, et cum quibusvis irritativis, annullativis, cassativis, revocativis, praeservativis, exceptivis, restitutivis, declarativis, mentis37 attestativis ac derogatoriarum derogatoriis aliisque38 efficacioribus, efficacissimis et insolitis clausulis et consistorialiter quomodolibet etiam pluries concessis, confirmatis et innovatis. Quibus omnibus, etiamsi pro illorum sufficienti derogatione, de illis eorumque totis tenoribus specialis, individua ac de verbo ad verbum, non autem per clausulas generales idem importantes, mentio seu quaevis alia expressio habenda aut certa exquisita forma servanda foret et in eis caveatur expresse quod illis nullatenus derogari possit, illorum etiam tenores praesentibus pro sufficienter expressis ac de verbo ad verbum insertis, necnon modos et formas ad id servandas pro individuo servatis habentes, hac vice dumtaxat, illis alias in suo robore permansuris harum serie specialiter et expresse derogamus, ceterisque contrariis quibuscumque.

Nulli ergo omnino hominum liceat hanc paginam nostrae absolutionis, concessionis, mandati et derogationis infringere vel ei39 ausu temerario contraire. Si quis autem hoc attentare praesumpserit, indignationem Omnipotentis Dei et40 beatorum Petri et Pauli apostolorum eius se noverit incursurum.

Datum Viterbii, anno Incarnationis Dominicae millesimo quingentesimo vigesimo octavo, quinto nonas iulii, pontificatus nostri anno quinto.

[Ad calcem] Gratis pro Deo. P. Medina. B. Tucchis. Chr. Aquillis secretario. Villareal. Jo. Molucti. F. Guadens. A. Gratiadei. B. de Braccijs.

[Addit notarius:] Omisso sigillo plumbei cum improntis videlicet ab uno latere capita Beatorum Apostolorum Petri et Pauli, et ab alio Clemens PP. septimus cum cordulis siricis rubei et ialli.

[A tergo] Registrata in secretaria apostolica.

Edidit ISIDORUS AGUDO  
Archivista generalis Ordinis


Notae

1 Foro Sempronii] Forosempron.  Tr A et R, Forosemproniense BR, Forosempronio B, W, BC.
2 et] ac B, W, BC, BR.
3 vestris] nostris Tr A et R.
4 favorabiliter] favorabilem Tr A et R, B, BR, favorabiles BC.
5  fervore serviendi] favore serviendo Tr A et R, favore serviendi BC.
6 in eo, professionem emissi] in ea professione emissi Tr A et R, in eo professione emissa W, in ea professione emissa BC, in ea professionem emissi BR.
7 vestri] nostri Tr A et R.
8 quantum] quanta Tr A et R.
9 ac] ad B, BC.
10 Ac] At W.
11 faceretis] facere Tr A et R, B, W, BR.
12 indulsit] om. Tr A et R, B, W, BR.
13 inveniret] invenerit B, W, BC, BR.
14 Regulam praedictam] praedictam Regulam W.
15 famulari] tumulari Tr A et R.
16 huiusmodi] om. B, W, BC.
17 providere] praevidere Tr A.
18 innodatus exsistit] innodati existitis W.
19 harum serie… censentes] om. B, W, BC.
20 habentes] habentur W.
21 eis] his BR.
22 Ordini] Ordinis B, BC.
23 potiuntur] om. B, W, BC.
24 ac] et B, W, BC, BR.
25 generalibus] discretioni vestrae add. Tr A et R, B, BC, BR.
26 vel alium seu alios] vel alium seu aliis Tr A et R, vel alios seu alii B et BC vel alios seu alium W et BR.
27 efficacis] efficaciae Tr A et R.
28 efficacis … praemissis] om. W.
29 quemlibet] quemcumque Tr A.
30 iuris] in eis Tr A et R, B, BR.
31 etiam] om. B, W, BC, BR.
32 in] om. B, BC.
33 Concilio] Consilio Tr A et R. BR.
34 etiam] et etiam B, BC.
35 vim] viam Tr A et R.
36 et] ac B, W, BC, BR.
37 mentis] mensis B, BC.
38 aliisque] aliis BC.
39 ei] ex Tr A et R, eis B.
40 et] ac B, W, BC.

Ultima modifica il Mercoledì, 15 Settembre 2021 22:19
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