Ordo Fratrum Minorum Capuccinorum

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updated 6:22 AM CEST, Aug 6, 2020

Ratio Formationis Ordinis

La Ratio Formationis ha lo scopo di rafforzare, durante tutto il processo formativo, la nostra specifica identità carismatica, cioè i valori condivisi da tutti, che a loro volta, con fedeltà creativa devono essere incarnati nei pluriformi contesti culturali.

La Ratio Formationis è uno strumento di animazione nella misura in cui riesce a suscitare l'interesse e l'entusiasmo dei fratelli per tutto ciò che riguarda la formazione. Non è un documento che risolve automaticamente i problemi della formazione, al contrario, è uno strumento che illumina e orienta tra le difficoltà, ma non impedisce ad alcuno di camminare sempre per la propria strada.

La Ratio Formationis, più che fornire soluzioni facili a problemi difficili, debbe aiutarci a riprendere l’ars interrogandi e a organizzare le nostre risposte collettive, che ci aiutino a fronteggiare problemi concreti, che attendono risposte audaci. Più che un documento che dice quello che si deve fare, c’interessa un testo che orienti e aiuti a scoprire la sensibilità e le tendenze attuali nell’ambito formativo e offra piste che ci rendano significativi e autentici nel mondo di oggi. Si tratta di un testo collettivo, dinamico e aperto alle proposte e ai suggerimenti dei frati.

Il testo è diviso in tre capitoli: il primo presenta la figura di san Francesco, il secondo le cinque dimensioni costitutive di ogni Ratio Formationis dal punto di vista ecclesiale, e il terzo le diverse tappe che costituiscono il processo formativo.

Il capitolo primo da il fondamento o, in altre parole, da colore e sapore carismatico all’insieme delle cinque dimensioni che, a loro volta, debbono essere presenti in tutte e in ciascuna delle tappe della formazione. Il testo da questo primo capitolo intreccia la storia di Francesco con la nostra, tenendo come sfondo la vita di Gesù, e cerca d’illuminare il presente e il futuro della nostra formazione.

Il secondo capitolo si propone integrare nel nostro processo di formazione, in modo equilibrato, tutte le dimensioni che delineano l’uomo: la dimensione umana, spirituale, intellettuale, professionale, ecc. Con libertà e creatività tali dimensioni devono essere espresse affinché i nostri processi formativi non generino deformazioni e squilibri psico-affettivi. Le dimensioni non sono asettiche, tutte sono mediate dai propri valori culturali e carismatici. Il capitolo secondo è un tentativo di lettura delle dimensioni formative partendo dai valori carismatici che formano la nostra identità, avendo come base i principi fondamentali dell’antropologia francescana. Soltanto partendo da queste coordinate possiamo scoprire la specificità della nostra vocazione e della nostra forma di vita.

La parola iniziazione occupa un posto centrale in questo terzo capitolo, e vuole introdurre a modo di processo e di iniziazione queste dimensioni in tutte e in ciascuna delle tappe che formano il nostro iter formativo. In questo capitolo si affrontano alcune questioni urgenti che esigono una maggiore riflessione e un autentico sforzo di attualizzazione: la formazione delle fraternità e dei gruppi formativi, la formazione specifica dei formatori, i criteri di discernimento vocazionale, il clericalismo, l’accompagnamento personale, il numero adeguato di formandi nella fraternità, la conoscenza sistematica della nostra spiritualità e dei nostri valori carismatici. Siamo chiamati a pensare, discutere e decidere insieme. Ci sono state inserite alcuni temi di particolare interesse, per diversi motivi: il lavoro, in sintonia con i desideri del nostro Ordine espressi nell’VIII CPO; l’economia che esige l’apprendimento di abilità che ci permettano una gestione trasparente e fraterna del denaro; la giustizia, pace ed ecologia, seguendo le raccomandazione di Papa Francesco nella sua Enciclica Laudato si’, come anche le indicazioni del recente manuale di GPE del nostro Ordine; le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione, in relazione con la maggior parte dei mutamenti antropologici che si stanno producendo nel nostro mondo.

Il testo è il risultato delle riflessioni dei membri del CIF illuminate dai suggerimenti di diversi esperti e anche dalle indicazioni del recente documento della Congregazione per il Clero: Il dono della vocazione presbiterale. Ratio Fundamentalis Institutionis Sacerdotalis (8 dicembre 2016). Una volta ancora vi ricordiamo che il testo presenta soltanto i principi generali, che devono essere accettati in tutte le aree geografiche dell’Ordine. Più avanti, secondo un protocollo di accompagnamento che stiamo elaborando, toccherà a ciascuna Circoscrizione di iniziare ad elaborare i propri progetti formativi alla luce di questi principi generali accettati da tutti.

Fra. Jaime Rey e Charles Alphonse Ofm Cap