Ordo Fratrum Minorum Capuccinorum

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updated 2:00 PM CET, Feb 15, 2020

Tre nuovi martiri e un Venerabile

Il 23 gennaio 2020, il Santo Padre, ricevendo il cardinale Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi ha autorizzato la firma del decreto super martyrio di tre frati cappuccini della Provincia di Catalogna, Benedetto da Santa Coloma de Gramenet, Josep Oriol da Barcellona e Domènec da Sant Pere de Ruidebitllets e il decreto super virtutibus di Marie Antoine de Lavaur, sacerdote professo della Provincia di Francia.

Benedetto da Santa Coloma de Gramenet, Josep Oriol da Barcellona e Domènec da Sant Pere de Ruidebitllets

A Manresa, in Catalogna, dopo il 18 luglio 1936, la persecuzione contro preti, religiosi, religiose, laici, ebbe il suo inizio cruento. Quattro giorni dopo, il 22 luglio 1936 e pochi giorni prima dell’uccisione dei tre Servi di Dio, il loro convento era stato occupato, devastato e incendiato dai miliziani marxisti e anarchici. Costretti a rifugiarsi presso partenti e amici, i tre Servi di Dio, in date diverse e in circostanze simili, furono sequestrati, torturati e assassinati senza alcun processo.

BenetIl Servo di Dio Benet (al secolo: Josep Domènech i Bonet) nacque nel paese di Santa Coloma de Gramenet il 6 settembre 1892 in una famiglia contadina umile e profondamente cattolica. Fu battezzato l’11 settembre 1892 e fece la prima comunione il 30 maggio 1903. Avvertendo la chiamata al sacerdozio nel 1903 entrò nel seminario minore di Barcellona. Dopo qualche anno la sua vocazione meglio si definì come chiamata alla vita religiosa per cui vestì il saio cappuccino il 18 febbraio 1909 nel noviziato della Provincia di Barcellona di Arenys de Mar ed emise la prima professione il 20 febbraio 1910. Professò solennemente nel convento di Sarriá (Barcellona) il 23 febbraio 1913 e fu ordinato sacerdote il 29 maggio 1915.

La sua vita di religioso si svolse nell’ambito delle due case di formazione di Igualada e di Manresa, impegnandosi altresì nel ministero della predicazione. Il 6 agosto 1936 fu catturato dai miliziani che volevano che bestemmiasse, ma egli rifiutò. Portato in un luogo vicino a Manresa detto La Culla, fu trucidato.

OriolIl Servo di Dio Josep Oriol da Barcellona (al secolo: Jaume Barjau Martì) nacque a Barcellona il 25 luglio 1891. La famiglia era molto cristiana e benestante. Ricevette il battesimo il 28 luglio 1891 e il 7 giugno 1892 ricevette il sacramento della cresima. Fece la prima comunione a nove anni. Per iniziativa di suo fratello entrò nel Seminario di Barcellona, ma non superò gli esami del primo anno cercò pertanto di imparare un mestiere. Sentendo forte l’attrazione per la vita cappuccina, il 21 ottobre 1906 iniziò il noviziato continuando poi la sua formazione nel convento di Igualada e successivamente in quello di Olot e di Sarriá a Barcellona. Professò solennemente il 15 agosto 1911 e fu ordinato sacerdote il 29 maggio 1915. Insegnò liturgia, ebraico e storia ecclesiastica nello studio teologico di Sarriá. Nel 1925 fu destinato al convento di Manresa e qui si dedicò alla predicazione, al ministero della confessione e alla direzione spirituale.

Il 24 luglio 1936 mentre portava la comunione a una suora clarissa fu individuato e arrestato dai miliziani. La sera stessa portato fuori Manresa fu ucciso a colpi di pistola.

DomenecIl Servo di Dio Domènec da Sant Pere de Ruidebitllets (al secolo: Joan Romeu Canadell) nacque l’11 dicembre 1882 da una famiglia di contadini. Ricevette il battesimo il 17 dicembre 1882 e fu cresimato il 23 luglio dello stesso anno. Fece i primi studi nella scuola del paese, ma il parroco, visti in lui i germi della vocazione, lo preparò per entrare nel Seminario di Barcellona. Entrato nel 1897, portò felicemente a compimento gli studi filosofico-teologici e fu ordinato sacerdote il 25 maggio 1907. Lo attirava, però la vita religiosa francescana e l’anno seguente, il 3 ottobre 1908 entrò nel noviziato dei Cappuccini. Emise la professione temporanea il 4 ottobre 1909 e quella solenne il 4 ottobre 1912. Durante il periodo della formazione iniziale alla vita cappuccina si dedicò con frutto alla predicazione e al ministero della confessione. Nel 1913, andò missionario in Costa Rica e Nicaragua facendo ritorno in Catalogna nel 1930. Fu assegnato dapprima al convento di Sarriá, quindi a quello di Arenys de Mar e infine a quello di Manresa.

La notte del 27 luglio 1936, mentre si trasferiva da un luogo ad un altro per maggiore sicurezza, fu arrestato, percosso e torturato e infine ucciso a colpi di arma da fuoco poco fuori Manresa.

La forte e significativa testimonianza di fede dei Servi di Dio Benet da Santa Coloma de Gramenet, Josep Oriol da Barcellona e Doménec da Sant Pere de Riudebiltless può anche oggi dire alla Chiesa e al mondo il forte bisogno e la viva esigenza di un annuncio del Vangelo e di una evangelizzazione che raggiunga anche le realtà più difficili e complesse. È la fedeltà al Vangelo di Cristo e al proprio stato di consacrati che portarono i tre Servi di Dio ad accettare di essere quel seme caduto in terra e che porta molto frutto, fecondo e duraturo e allo stesso tempo è capace di essere luce del mondo e sale della terra.

Marie Antoine de Lavaur

LavaurUomo di fede robusta e di misericordia, fra Antonio Maria da Lavaur si impegnò per tutta la vita a portare l’annuncio del Vangelo nella Francia del XIX secolo segnata da una politica anticristiana.

La sua testimonianza di vita rimane un esempio di dedizione incondizionata al bene di quanti incontrava, una dedizione sostenuta dal coraggio di percorrere ogni via possibile per annunciare a tutti la bontà di Dio e per soccorrere quanti erano nella povertà, nell’indigenza e nella malattia. Discepolo fedele di San Francesco di Assisi, il Servo di Dio si fece povero tra i poveri, e come i primi cappuccini capace di assistere i malati contagiosi non preoccupandosi del pericolo al quale andava incontro.

L’attività apostolica e pastorale del Servo di Dio si radicava in una vita interiore di spessore segnata da una forte devozione mariana, vissuta e sempre più radicata a Lourdes che, calata nella realtà concreta del suo tempo, mirava principalmente a rinvigorire la vita cristiana, ad assistere i poveri e a risvegliare le vocazioni.

Il suo parlare di Dio con ardore e forza lo portava ad una predicazione intensa e dai modi forti che fa trasparire tutto il suo zelo per la gloria di Dio e per la salvezza delle anime. Tale zelo può essere per la Chiesa del terzo millennio un forte incoraggiamento a vivere generosamente la nuova evangelizzazione per portare la Buona Novella alle periferie esistenziali.

Il Servo di Dio, Antonio Maria da Lavaur, nacque il 23 dicembre 1825 a Lavaur, città nella regione del Tarn (Francia), da una famiglia profondamente cristiana. Fu battezzato lo stesso giorno con i nomi di François Auguste Léon. Dopo gli studi elementari, nel 1836 fu inviato dai genitori nel Piccolo Seminario di Tolosa, dove fece la prima comunione e tre anni dopo, il 22 maggio 1840, ricevette la tonsura clericale. Insieme ai compagni seminaristi fondò l’Associazione dei Piccoli Savoiardi e poi l’Associazione dei Piccoli Mestieri. Si dedicò in seguito agli studi di filosofia e teologia e fu ordinato sacerdote il 21 settembre 1850; il giorno dopo celebrò la prima messa nella chiesa principale della città natale.

Negli anni di formazione divenne anche maestro nel Piccolo Seminario, ufficio che svolse seguendo tre principi-guida: «umiltà, fiducia, amore». Gli anni della gioventù furono segnati anche dagli eventi della rivoluzione del febbraio 1848 in cui la Francia visse una forte crisi politica e socio-economica.

Iniziò il ministero sacerdotale nella Diocesi di Tolosa con la nomina a vicario parrocchiale di Saint Gaudens, nel dipartimento della Haute-Garonne, cui si aggiunse l’attività pastorale nella parrocchia di Villeneuve e in quella di Valentine. In questo periodo si fece promotore di diverse associazioni, come l’Associazione dei Figli di Maria, la Conferenza di San Vincenzo de’ Paoli, l’Associazione per la Gioventù, dimostrando così il suo spirito missionario.

A partire dal 1853 il Servo di Dio maturò la vocazione per l’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, soprattutto quando si trovò ad aiutare le persone colpite da una grave epidemia di colera nel territorio parrocchiale di Saint-Gaudens. Convinto che questa era la sua strada, sicuro della sua scelta, il 27 maggio 1855 partì per il noviziato cappuccino di Marsiglia, dove il 13 giugno dello stesso anno fece la vestizione, e assunse il nuovo nome, Antonio Maria da Lavaur. Emise la professione religiosa il 13 giugno 1856.

L’anno seguente il Servo di Dio fu inviato a Tolosa dai suoi superiori per fondare un nuovo convento cappuccino al posto del precedente, fondato nel sedicesimo secolo, e soppresso nel 1792, a seguito della politica avversa agli Ordini religiosi da parte della Rivoluzione francese. Grazie all’aiuto della popolazione della città, fu in grado di procedere speditamente verso la fondazione del convento. Così il 18 luglio 1861 venne consacrata la chiesa, dedicata a San Ludovico da Tolosa. In questo periodo in cui si dedicava con tutte le forze alla costruzione del convento, conobbe, a Lourdes, Santa Bernadette Soubirous, tra la diciassettesima e la diciottesima apparizione della Madonna.

La devozione mariana del Servo di Dio fu ammirevole; organizzò nel 1863, per la prima volta, la «procession aux flambeaux», e prese altre importanti iniziative. Così, ad esempio, organizzò la processione con il Santissimo Sacramento, e dal 1866 la preghiera notturna. Inoltre, la sua instancabile devozione mariana e il profondo affetto per Lourdes lo portarono a compiere altre importanti iniziative come l’erezione nei pressi del santuario della Croce di Gerusalemme, e nel 1866 del Cammino della Croce, oltre che del Calvario e delle grotte delle Espélugues, nel 1887, dedicate alla Madonna Addolorata e a Santa Maria Maddalena. Costruì anche altri santuari mariani come, ad esempio, il Santuario di Pech.

Nonostante la dedicazione ai pellegrinaggi mariani, il Servo di Dio non smise mai di fare opera di apostolato e di prendersi cura delle persone mediante le innumerevoli missioni popolari in Francia e anche in altri paesi. Ai poveri si dedicò totalmente, preoccupandosi del loro benessere spirituale e materiale, garantendo, ad esempio, un pasto presso il convento di Tolosa, e diede inizio ad una organizzazione, l’opera del Pane dei Poveri di Sant’Antonio, uno dei più rilevanti impegni della sua vita. Organizzò e promosse la cura spirituale del Terz’Ordine Francescano, e fu un grande promotore di iniziative e attività pastorali nei diversi congressi nazionali dell’Ordine, come quello di Limoges del 1895 e quello di Tolosa del 1897.

Intraprese anche molti viaggi di carattere religioso-vocazionale. Si recò a Roma nel 1862 per la canonizzazione dei martiri del Giappone, e nel 1867 per la canonizzazione di Santa Germana; nel 1882 prese parte al primo pellegrinaggio in Terra Santa, che divenne poi un appuntamento importante nella sua vita; nel 1893 si recò a Padova, presso la tomba di Sant’Antonio e nel 1900 partecipò a Roma al Congresso Internazionale del Terz’Ordine Francescano.

La sua vita fu contrassegnata anche da momenti particolarmente difficili come, ad esempio, il periodo successivo alla guerra franco-prussiana, tra gli anni 1870-1871, in cui si sviluppò una politica contro il clero secolare e gli ordini religiosi, fra cui anche quello dei Cappuccini. Un altro motivo di grande sofferenza fu la politica anticlericale francese, che aveva come scopo la “decristianizzazione” della società, e che rappresentò un grande ostacolo alle sue opere missionarie. Nonostante tutto ciò, il Servo di Dio, con l’appoggio della popolazione e grazie anche alla sua tenacia, riuscì ad evitare la soppressione del convento cappuccino di Tolosa, da lui fondato.

All’inizio di febbraio del 1907, già ottantaduenne, ebbe un tracollo fisico a seguito di un colpo di freddo nell’uscita dal convento al mattino presto per andare a confessare un sacerdote ammalato. Il 4 febbraio celebrò l’ultima messa; due giorni dopo si confessò e ricevette gli ultimi sacramenti, mentre continuava ad accogliere al suo capezzale quanti intendevano fargli un’ultima visita. Alle cinque del mattino dell’8 febbraio 1907 morì santamente.

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