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Il Consiglio Internazionale della Formazione

Roma. I membri del Consiglio Internazionale della Formazione (CIF) si sono ritrovati presso la Curia Generale nei giorni 19-24 novembre scorsi. Il Ministro generale, traendo ispirazione dalla lettera programmatica inviata a tutto l’Ordine all’inizio del mandato, ha chiesto ai presenti di essere aiutato a farsi un’idea di ciò che i frati si attendono per i prossimi anni. Al riguardo egli ha fatto tre considerazioni:

La prima: dobbiamo ringraziare il Signore per il nostro Ordine e dobbiamo essere gioiosi, perché abbiamo incontrato Colui che ci dà uno sguardo capace di leggere in profondità tutto ciò che c’è di buono nella nostra vita, che è dono suo.

La seconda ha riguardato la fraternità: noi, ha affermato il Ministro, siamo parte di una fraternità molto ampia, diversa, ma pur sempre fraternità, ed essa è il luogo in cui Dio ci permette di sviluppare la nostra vocazione; per questo ha chiesto ai membri del Consiglio di incarnare la Ratio passando dalle parole ai fatti.

La terza: fra Roberto ha ricordato come durante il Capitolo generale i Capitolari, parlando della Ratio, abbiano riconosciuto chiaramente la nostra identità di frati minori cappuccini; in essa l’Ordine si è identificato nei valori che professa. Ha ammesso, però, che ora una delle preoccupazioni più grandi sarà la sua applicazione nelle diverse aree, che richiederà un grande sforzo di traduzione.

Il Ministro, poi, ha messo in evidenza il calo molto drastico dell’Ordine, specialmente in Europa, invitando però tutti a vivere bene le relazioni fra di noi, anche se pochi. Ha toccato pure il tema della collaborazione, sempre più necessaria in questo contesto di riduzione delle vocazioni ma allo stesso tempo bella, in quanto ci arricchisce. Non ha nascosto la presenza di forti resistenze in questo processo, ma ha ribadito che si è frati non per mantenere le strutture, ma per vivere bene il nostro carisma. Questo si collega alla dimensione missionaria della nostra vita, che va fatta ancora emergere in alcune aree dell’Ordine.

Infine, fr. Roberto ha riportato alla memoria le tre modalità proprie dei Cappuccini che papa Francesco ha consegnato al Capitolo generale l’anno scorso, chiedendo che esse vengano messe in atto: essere vicini al popolo, in particolare ai poveri; essere costruttori di comunione e amministratori di misericordia; essere uomini di preghiera semplice.

Nell’occasione era presente anche Fra Mauro Jöhri, l’ex Ministro generale, che in passato con la sua animazione, in particolare con i suoi scritti sulla nostra identità, aveva indicato le motivazioni per portare avanti i lavori della Ratio.

Fra Kilian, Consigliere Generale incaricato di accompagnare il CIF, ha sottolineato l’importanza di collaborare e soprattutto di conoscere il testo della Ratio, in modo tale che i membri possano aiutare i frati delle rispettive conferenze a preparare la ratio localis.

Fra Charles Alphonses ha detto che la Ratio aiuterà i frati a farsi un’idea precisa sull’insegnamento di San Francesco e di Santa Chiara: sarà come un fornire loro le linee guida specifiche e come un focalizzare ciò che è importante sapere della nostra vita cristiana, religiosa, francescana e cappuccina.

Dal canto suo Fra Jaime Rey ha illustrato ai frati la storia, gli obiettivi, i contenuti di tutto il testo della Ratio. Ha anche ricordato come in questi sei anni ci sono stati tanti frati che sono stati direttamente coinvolti nella preparazione del testo e ha ricordato che, incominciando da Fra Mauro ex Ministro e adesso da Fra Roberto, essi sono stati uniti nel pensiero che la fraternità è il luogo più importante per la formazione. La ratio sottolinea che l’equipe formativa deve accompagnare i formandi nella formazione e che non è soltanto un singolo formatore responsabile della formazione. Egli ha detto che il Segretariato Generale della Formazione, con l’animazione di Beppe Roggia, dopo aver tenuto quattro incontri continentali e dopo aver discusso con diversi esperti, ha elaborato i contenuti della ratio con l’aiuto del CIF. Questo testo è stato ancora modificato da una commissione nominata dal Consiglio Generale. E alla fine Il Ministro Fra Roberto e il suo Consiglio Generale hanno letto tutto il testo e l’hanno approvato con alcune modifiche.

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